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Relazione speciale Corte dei Conti europea: Con quali modalità gli organi e le istituzioni dell’UE provvedono a calcolare, ridurre e compensare le proprie emissioni di gas a effetto serra?

15 ottobre 2014 Relazione speciale Corte dei Conti europea: Con quali modalità gli organi e le istituzioni dell’UE provvedono a calcolare, ridurre e compensare le proprie emissioni di gas a effetto serra?

In una relazione pubblicata in data odierna, la Corte dei conti europea invita le istituzioni e gli organi dell’UE a definire una politica comune volta a ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra (“impronta di carbonio”). La relazione evidenzia che i 15 organi ed istituzioni dell’UE oggetto dell’audit non sfruttano appieno gli strumenti di gestione ambientale promossi dalla Commissione europea.

Ladislav Balko, Membro della Corte responsabile della relazione, sostiene che “gli organi e le istituzioni dell’UE devono fungere da esempio nel contribuire a raggiungere il prossimo obiettivo UE di riduzione delle emissioni entro il 2030. È importante che prestino un’estrema attenzione alla prestazione ambientale nelle rispettive attività quotidiane non soltanto per la loro stessa credibilità, ma anche per la credibilità della politica dell’Unione europea in materia di clima”.

La Corte dei conti europea ha stilato, dunque, le seguenti raccomandazioni:
- la Commissione dovrebbe proporre una politica comune volta a ridurre l’impronta di carbonio delle attività amministrative
degli organi e delle istituzioni dell’UE. Tale politica dovrebbe includere un obiettivo quantificato di riduzione complessiva
delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030;
- gli organi e le istituzioni dell’UE dovrebbero introdurre un approccio armonizzato per il calcolo e la dichiarazione delle
proprie emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra. Essi dovrebbero elaborare un approccio comune alla
compensazione su base volontaria delle emissioni di gas che non si possono evitare;
- tutti gli organi e le istituzioni dell’UE dovrebbero aderire al sistema europeo di ecogestione e audit (EMAS) e attuarlo
riducendo progressivamente le eventuali limitazioni di estensione;
- ove possibile, gli organi e le istituzioni dell’UE dovrebbero ricorrere agli appalti verdi.

Nella sezione Documentazione - Studi e Analisi è disponibile il testo della relazione.