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World Energy Outlook 2014

13 novembre 2014 World Energy Outlook 2014

l’International Energy Agency (IEA) ha presentato il World Energy Outlook 2014, che per la prima volta designa uno scenario di previsione al 2040.

In tale contesto, la IEA prevede che la domanda mondiale di energia aumenterà del 37% al 2040, seppur il trend di crescita della popolazione e dell’economia mondiale sarà caratterizzato da una minore intensità energetica rispetto al passato.

Al 2040, il mix energetico poggerà su petrolio, gas naturale, carbone e fonti a basso contenuto di carbonio, fonti che avranno a grosso modo lo stesso peso sull’intero sistema energetico.

Le scelte politiche e gli sviluppi di mercato determineranno la riduzione della quota delle fonti fossili sulla domanda primaria di energia appena al di sotto del 75% al 2040; tale calo non riuscirà a contrastare l’aumento delle emissioni di anidride carbonica (CO2) legate all’energia, che, secondo le previsioni, cresceranno di un quinto.
 

Proseguendo con un’analisi per fonte, la IEA prevede per il mercato petrolifero diverse criticità, legate all’aumento della dipendenza di petrolio da un numero relativamente ristretto di produttori.
I trend della domanda petrolifera mostrano significative differenze a livello regionale: per ogni barile di petrolio che non viene più consumato nei paesi OCSE, due barili in più sono richiesti da quelli non-OCSE. Il maggior consumo nel settore trasporti e nel comparto petrolchimico fa sì che la domanda di petrolio continui a muoversi lungo un trend di crescita, passando da 90 milioni di barili al giorno (mb/g) nel 2013 a 104 mb/g nel 2040; tuttavia, il ritmo di crescita rallenta in quanto alti prezzi e nuove misure politiche tendono a stabilizzare il livello della domanda. Per soddisfare i consumi attesi, entro il decennio 2030 è necessario investire circa 900 milioni di dollari l’anno nello sviluppo upstream di petrolio e gas.

Per quanto riguarda il gas naturale, secondo le previsioni, la domanda aumenta di oltre il 50%, mostrando il tasso di incremento più sostenuto tra le fonti fossili, e l’aumento di un commercio mondiale di gas naturale liquefatto (GNL) maggiormente flessibile, fornisce una sorta di protezione contro il rischio di interruzioni delle forniture. Le principali regioni che guidano l’aumento della domanda di gas sono la Cina e il Medio Oriente, ma attorno al 2030 il gas diventa anche la fonte principale nel mix energetico dell’OCSE, grazie alle nuove normative adottate negli Stati Uniti volte a limitare le emissioni del settore elettrico.

Per il carbone, sebbene le risorse siano abbondanti e l’offerta sicura, il suo consumo futuro è condizionato da misure politiche volte a contrastare l’inquinamento e a ridurre le emissioni di CO2.

Le fonti rinnovabili sono previste in forte crescita in molti paesi, facendo sì che la quota di queste fonti sul mix mondiale di generazione si collochi attorno al 33% all’orizzonte 2040.

L’elettricità è la forma finale di energia che mostra la crescita più sostenuta ed è il settore che contribuisce più di ogni altro alla riduzione della quota delle fonti fossili sul mix energetico mondiale. Complessivamente, entro il 2040 dovranno essere costruiti circa 7.200 GW di capacità per soddisfare la crescente domanda di elettricità e al contempo sostituire gli impianti esistenti che verranno dismessi (circa il 40% del parco di generazione attuale).

Infine, lo scenario considera anche il nucleare. La capacità nucleare mondiale è prevista in aumento di quasi il 60%, passando da 392 GW nel 2013 ad oltre 620 GW nel 2040. Tuttavia, la sua quota sulla generazione elettrica globale, che ha raggiunto il picco quasi due decenni fa, aumenta di appena un punto percentuale, portandosi al 12%.
 

In allegato è disponibile la sintesi del Rapporto e delle schede di analisi per fonte


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