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L'Ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2015

03 marzo 2015 L'Ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2015

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato un Rapporto dal titolo: “L’Ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2015”.
Dall’analisi condotta dall’Agenzia emerge che l’attuazione di politiche ambientali  e climatiche ambiziose abbia portato vantaggi sostanziali sia per il funzionamento degli ecosistemi che in termini di miglioramento della qualità della vita in Europa.
Nonostante le numerose misure messe in campo a protezione dell’ambiente, l’AEA sostiene come l’Europa debba al giorno d’oggi affrontare ancora importanti sfide. Le pressioni globali sull’ambiente sono infatti cresciute a un ritmo senza precedenti dagli anni novanta, causa non ultima la crescita economica e della popolazione, e il cambiamento dei modelli di consumo.
Al fine di raggiungere la “Vision al 2050”, delineata nel 7° Programma d’azione europeo per l’ambiente, l’AEA individua tre linee di intervento:
1. proteggere il capitale naturale che sostiene la prosperità economica e il benessere umano;
2. stimolare uno sviluppo economico e sociale efficiente nell’uso delle risorse e a basse emissioni di carbonio;
3. salvaguardare le persone dai rischi ambientali per la salute.

Riguardo al primo punto, l’Agenzia sostiene come l’Europa non abbia ancora raggiunto livelli di protezione, conservazione e rafforzamento in linea con le ambizioni del 7° Programma d’azione europeo per l’ambiente. La riduzione dell’inquinamento ha migliorato significativamente la qualità dell’aria e delle acque europee, ma la perdita delle funzioni del suolo, il degrado del territorio e i cambiamenti climatici continuano a destare preoccupazione perché minacciano i flussi di beni e servizi ambientali alla base della produzione economica e del benessere dell’Europa.
Per quanto attiene al secondo punto, l’efficienza nell’uso delle risorse e la società a basse emissioni di carbonio, le tendenze a breve termine appaiono più incoraggianti. Le emissioni di gas a effetto serra sono infatti diminuite del 19% rispetto al 1990, nonostante un aumento del 45% della produzione economica.
Tuttavia l’AEA sostiene come la crisi finanziaria del 2008 e la conseguente recessione economica abbiano contribuito alla riduzione di alcune pressioni, temendo pertanto che questi miglioramenti vengano meno.
Inoltre, il livello di ambizione delle attuali politiche ambientali, sostiene sempre l’AEA, potrebbe essere inadeguato per raggiungere gli obiettivi ambientali a lungo termine dell’Europa. Ad esempio, le proiezioni delle riduzioni di emissioni di gas a effetto serra sono attualmente insufficienti per avvicinare l’UE all’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’80-95% entro il 2050.
Infine per quanto riguarda ai rischi ambientali per la salute, l’Agenzia riconosce dei miglioramenti significativi nella qualità dell’acqua potabile e delle acque di balneazione negli ultimi decenni, e alcuni inquinanti pericolosi sono stati ridotti. Nonostante ciò, l’inquinamento atmosferico e acustico continua ad avere gravi conseguenze per la salute, in particolare nelle zone urbane.  Le previsioni dei rischi ambientali per la salute nei decenni a venire sono incerte, e destano preoccupazioni in alcuni settori.

Il rapporto è consultabile al seguente link.